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NOTIZIE. 03/02/2010 -
Approfondimenti circa il freddo
record (- 47 C°) registrato nel Trentino
Nei giorni scorsi è
rimbalzata anche sui canali televisivi una notizia che ha lasciato
sorpresi: - 47 C° registrati in Trentino.
Una temperatura veramente polare tanto da
far pensare ad un errore del termometro piuttosto che ad un dato reale.
Incuriositi dalla notizia siamo andati a
"cercare" di saperne qualcosa di più per soddisfare la curiosità nostra
e dei lettori di intraigiarùn ed ecco trovato
quell'approfondimento che la notizia avrebbe meritato, piuttosto della
solita e banale ricerca del colpo ad effetto televisivo.
Record:
-47C° sulle Pale di San Martino
PRIMIERO, Trento -- E' Busa di Manna, situata a 2.550 metri tra le Pale
di San Martino, la località detentrice del record italiano del freddo:
-47 gradi, che sono stati registrati lo scorso 18 dicembre. Lo ha reso
noto ieri il progetto doline di MeteoTriveneto e Cnr, nato proprio per
studiare i picchi di freddo all'interno delle doline.
Se il freddo di questi giorni vi sembra già "polare", sappiate che lo
scorso dicembre in Trentino il termometro è sceso ben più giù. Anzi, ha
registrato il record di temperature minime dell'intera penisola
italiana: -47 gradi alle ore 5.15 a Busa di Manna, sulle Pale di San
Martino.
Si tratta del luogo tradizionalmente più
freddo d'Italia, una depressione tra le rocce posta a 2.550 metri di
quota.
Lo ha reso noto ieri il progetto Doline e Siti Freddi Triveneti, nato da
una collaborazione tra Meteo Triveneto - Arpa Veneto Centro Valanghe di
Arabba - CNR/ISAC - Osmer ed Umfvg. Lo studio monitora 50 siti freddi "frost
hollow" sparsi tra Trentino - Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia
Giulia.
TEMPERATURE POLARI - Nuovo record di
freddo in Trentino
La temperatura registrata nei giorni
scorsi dai ricercatori del "progetto doline"
TRENTO. E’ sempre trentino il record italiano del freddo, stabilito
ancora una volta a Busa di Manna, una depressione fra le rocce
dell’altopiano di San Martino, con meno 47 gradi centigradi, cioè oltre
tre gradi in meno rispetto ai 43,8 gradi sotto lo zero che vennero
registrati nel gennaio dell’anno scorso.
Il primato è stato annunciato ieri da Giampaolo Rizzonelli, appassionato
meteo di Levico Terme, responsabile del “progetto doline” che - portato
avanti da Meteo Triveneto con l’appoggio anche del Cnr - ha l’obiettivo
di studiare i picchi di freddo che si raggiungono all’interno delle
doline. Si tratta di un fenomeno noto da tempo (già i soldati durante la
Grande guerra conservavano gli alimenti nelle doline) ma che solo di
recenti è stato studiato scientificamente.
In realtà il primato italiano del gelo è stato annunciato ieri ma risale
alle giornate di freddo intenso registrate a dicembre su tutto l’arco
alpino. E’ stato allora - per l’esattezza alle ore 5 e 15 del 18
dicembre scorso - che il termometro elettronico piazzato sulle Pale di
San Martino dai “freddofili” (così amano definirsi gli appassionati del
gelo) si è fermato a -47. E il giorno precedente infatti la temperatura
era scesa a - 45 e nell’arco di tre giorni lassù - in quella profonda
conca del terreno - il termometro non è mai salito sopra i 15 gradi
sotto zero. Il gelo nella Busa di Manna è la regola: l’altro ieri notte
- tanto per citare un esempio - c’erano 37 gradi sotto lo zero.
Bruno Renon - meteorologo bellunese che partecipa al progetto - era
lassù un anno fa, il 9 gennaio 2009, quando venne stabilito il primato
precedente e definì in questo modo l’esperienza: «Come scendere in un
lago gelato, solo che invece dell’acqua, all’interno della depressione
c’è aria gelidissima, con la temperatura che scende in modo rapidissimo
anche di un grado ogni metro di profondità».
Un fenomeno che non accade sempre, questo è bene chiarirlo, ma soltanto
nelle notti con cielo sereno e assenza di vento che possa mescolare gli
strati di aria calda e fredda. E’ allora, generalmente con la presenza
di alta pressione, che l’aria fredda viene intrappolata all’interno
della dolina e raggiunge temperature estreme.
Che succede all’uomo in quelle condizioni? Il naso brucia, bisogna
respirare aria filtrata altrimenti la sensazione di freddo è
insopportabile ma se si è ben equipaggiati è possibile resistere anche a
lungo, purché il tasso di umidità nell’aria sia limitato.
In totale il progetto doline prevede la misurazione delle temperature in
altri 46 siti del Triveneto, per lo più nelle province di Trento,
Belluno e Vicenza, ma il primato è quasi sempre della Busa di Manna
perché oltre all’effetto dolina ha il vantaggio di essere in alta quota
- circa 2.550 metri sul livello del mare - dove l’altitudine garantisce
una temperatura inferiore a parità di condizioni.
Le doline: le depressioni in cui la
temperatura scende sotto i -40
In Italia 47 siti registrano questi picchi e permettono di studiare il
fenomeno dell’inversione termica
In questi giorni in cui l’inverno è più rigido, sulle Alpi si creano le
perfette condizioni per il “Progetto Doline” un lavoro frutto della
collaborazione degli istituti meteorologici di Veneto e Friuli e del
Cnr.
Si tratta di un progetto storico, che va monitorare i siti più freddi
d'Italia. Le doline (a volte chiamate anche sinkholes), sono depressioni
generalmente imbutiformi, prodotte dalla dissoluzione della roccia per
opera delle acque piovane: di norma presentano al fondo una grotta
(inghiottitoio) in cui si riversano tutte le acque raccolte dalla dolina
stessa.
Spesso, per cause naturali o per intervento dell'uomo, l'inghiottitoio
risulta occluso da detriti.
Se non vi fosse drenaggio sotterraneo le
acque che vi si concentrano originerebbero specchi d'acqua. Spesso si
indicano con il termine di internazionale "frost hollow".
Questi siti hanno grandi potenzialità in termini di picchi di freddo, e
il progetto mira a studiare le particolarità microclimatiche di queste
Conche. Negli ultimi 2 anni di rilevazioni scientifiche e studi
preliminari, nonostante inverni del tutto normali se non addirittura
sopra media termica, in quelle conche/depressioni, i picchi di freddo
estremi non sono assolutamente mancati (oltrepassata la soglia dei
-40°C).
Nello scorso 9 gennaio nella Busa di Manna, a 2.550 metri sull'altopiano
delle Pale di San Martino, si è registrato il picco di -43,8 gradi: il
"Record italiano di freddo". Lo scopo dello studio è di comprendere il
perchè all'interno delle doline la temperatura scenda in picchiata.
Per arrivare a -40 servono condizioni ben
precise: cielo sereno, bassa umidità, assenza di vento.
Quando tutto questo si verifica laggiù
nella dolina capita di provare esperienze incredibili, come differenze
di 30 gradi centigradi tra il fondo e il bordo della depressione.
Oppure
aumenti della temperatura superiori ai 20 gradi nel giro di mezz'ora:
un'energia termica enorme che si mette in moto e che si fa sentire, in
modo sconvolgente, sulla pelle del viso, l'unica che resta scoperta
quando ci si avventura nel mondo del gelo, dove il termometro arriva a
scendere di un grado ogni metro di profondità.
Attualmente si stanno monitorando 47 siti in Italia che registrano la
temperatura ogni 15 minuti, alimentati da batterie speciali che
potrebbero resistere a meno 87 gradi sotto zero. Lo scopo delle
misurazioni è quello di conoscere il fenomeno dell'inversione termica
che può essere utile a sconfiggere l'inquinamento che nei mesi invernali
si verifica nelle vallate di montagna.
Ma non solo. Questo gelo naturale viene sfruttato anche per collaudare
le attrezzature tecniche che possono servire nelle terre dei grandi
freddi. E spiegare anche perché si registrano in numerose località
temperature cosi basse, dall'altopiano di Asiago (nel Vicentino) al Pian
del Cansiglio (vicino a Belluno), ma anche Malga Millegrobbe in Trentino
oppure il valico di Fusine, al confine tra Friuli e Slovenia.
Fonti internet consultate:
www.montagna.tv - Trentino/Corriere delle Alpi
- www.geologi.info -
www.meteotriveneto.it
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