Serata in ricordo di Lorenzo Massarotto
di Gabriele Villa
Credo di non essere il solo ad avere detto e anche scritto
in alcune occasioni che "le serate non si raccontano, ma si vivono"
e quella dedicata al ricordo di Lorenzo Massarotto, a vent'anni dalla
sua scomparsa, non fa eccezione, e allora non la racconterò, ma
ugualmente la voglio condividere coinvolgendo anche alcuni inconsapevoli
amici presenti alla serata, "rubando" alcuni pensieri dalle loro pagine
Facebook.
Comincio con Alberto Peruffo (presente assieme al figlio Giacomo) che ho
salutato e riabbracciato dopo vario tempo nel quale non avevamo avuto
occasione di incontrarci.
"LORENZO. 20 ANNI FA. Stasera ci troviamo - gli amici del Mass -
dalla Mena in Valle Santa Felicita. Anteprima della presentazione della
riedizione del libro LE VIE (pubblicato da Luca Visentini editore) per
ricordare i 20 anni dalla scomparsa del nostro grande compagno di
cordata. In preparazione della serata prevista ad ottobre al Teatro
Comunale di Belluno per Oltre Le Vette."
Mi sono presentato assieme a quattro amici loro stessi interessati a
questa serata-incontro: Daniele, Franco, Sabina e Paola. C'è chi si
stupisce sapendo che facciamo più di duecentocinquanta chilometri andata
e ritorno, ma per chi ama la montagna ed abita nella bassa padana queste occasioni sono imperdibili
e la passione induce il "pendolarismo" che ne è solo la inevitabile conseguenza.
Siamo pure arrivati con un'ora di anticipo ed abbiamo fatto due passi
nel fresco delle valle per poi spostarci dalla Mena che si stava
riempiendo di gente.
In anni di alpinismo e anche per frequentazione della palestra di Santa Felicita con l'attività di istruttore si sono create tante amicizie che negli ultimi tre anni si sono andate rinforzando con la mia partecipazione a varie iniziative del Gruppo Veci Scarponi e quindi l'attesa è stata tutta una serie di abbracci e di stette di mano tra chi tiene viva l'amicizia anche vedendosi solo due o tre volte l'anno, a volte in giro per monti, altre volte nelle giornate del TrentoFilmFestival. Era scontato che cominciasse la serata con un certo ritardo e solo dopo avere invitato i tanti presenti a prendere posto.


Introducono Mauro Moretto, che poi condurrà la serata, e
Alberto Peruffo che ricorda la sua conoscenza e amicizia con il
"potente" Mass, di una arrampicata fatta insieme alla Pala di San
Martino e una serata svoltasi a Vicenza nel 2004, nella quale riuscirono a
far parlare Lorenzo delle sue salite, nonostante la sua ritrosia a
"comunicare" pubblicamente le sue scalate ed anche a raccontare del suo
alpinismo che lui viveva in maniera assai riservata.
Però chi lo conosceva bene e lo frequentava lo
vedeva spesso scrivere appunti e riflessioni che rimanevano comunque di
stretta pertinenza personale e tali sarebbero rimasti senza la sua morte
nel 2005.
Lo spiega delicatamente Luca Visentini,
editore del primo volume LE VIE (2013), dedicato a Lorenzo Massarotto.
«Sbagli, torti, senz’altro ne avrà fatti, ma
rimane il capo indiscusso dei “cani sciolti” che hanno dato tanto
all’alpinismo ricevendo in cambio pressoché un tubo. E non è del resto
un torto nei suoi confronti stampare così come sono questi brani che lui
aveva scritto da giovane, accantonandoli, e che con la maturità avrebbe
probabilmente riveduto e corretto? Scusa Lorenzo, è per amore.»
Solo il "monumentale" libro LE VIE è riuscito a portare alla luce
attività, pensieri, riflessioni, vita vissuta di Lorenzo Massarotto,
impedendo il disperdersi di una vita alpinistica che meritava di essere
conosciuta e, non a caso, la prima edizione è andata esaurita e in tanti
chiedevano una ristampa ma la casa editrice nel frattempo aveva cessato
la sua operatività e, per quello che ne ho potuto sapere
confidenzialmente, solo le volontà, la forza delle amicizie, la
generosità di qualcuno e tanta tenacia, ne hanno reso possibile la
ristampa.
Che la prima pubblicazione del libro abbia raggiunto lo scopo che si era
prefissa lo si legge chiaramente nella prefazione alla seconda edizione
nella quale Alessandro Gogna
scrive una valutazione perentoria.
«Una delle figure più silenziose ma più
sbalorditive delle ultime due decadi del XX secolo.»

La serata è scivolata via veloce condotta con polso fermo da
Mauro Moretto,
grande amico di Lorenzo, ma anche profondo conoscitore delle arrampicate
e della vita alpinistica di Massarotto che ha sciorinato racconti delle
arrampicate raccontandone premesse, realizzazioni, difficoltà, lunghezza
e valore alpinistico, chiamando anche al microfono vari compagni che
hanno integrato con notizie e aneddoti di vita vissuta, come
Leopoldo Roman.
Momento di grande attenzione quando è stato presentato il ricordo della
spedizione al Manaslu, un'avventura all'insegna della sfrontatezza
giovanile e dell'entusiasmo senza esperienza da parte di giovani che
avrebbero negli anni seguenti trovato spazio nella bacheca della storia
alpinistica a livello nazionale.
Anche il post serata era partito all'insegna delle chiacchiere e saremmo
rimasti volentieri a scambiare impressioni, ma considerati i chilometri
da percorre per rientrare a Ferrara, dopo avere stretto una decina di
mani siamo usciti all'aria fresca di Valle Santa Felicita per tornarcene
verso casa.
A me è rimasta negli occhi un'immagine del "potente Mass" e di Berto
Marampon, tutti e due presenti dalla Mena, Berto di persona e Lorenzo
nel ricordo di quel centinaio di persone che hanno partecipato
all'intensa serata.
«Non so cosa sia che mi spinga in montagna da solo. Né perché mi vengano certe idee, che fino a quando non sono realizzate mi fanno sentire come uno a cui manca qualcosa. Non so se magari sia quel sottile piacere, o quella distensione psichica, quell’adagiarsi rilassato e rilassante della mente sui ricordi dei momenti di tensione, di paura, d’incertezza, ad avere creato in me uno stato di dipendenza. Forse è proprio un inesauribile bisogno di avventura, di avventura totale. Ed era tempo che la volevo, che la cercavo.» (Lorenzo Massarotto)
Gabriele Villa
Serata in ricordo di Lorenzo Massarotto
Valle di Santa Felicita, 6 giugno 2025
Un grazie da parte dell'autore del "diario" per le parole
e/o per e fotografie a Alberto Peruffo, Luca Visentini,
Mauro Moretto, Alessandro Gogna,
Paola Favero.
.