I sogni son desideri
Torrione della Forcella di Col Piombin: via nuova per la parete ovest
di Claudio Pra

Lo sgraziato torrione della Forcella di Col Piombin, 2.423 metri, si eleva
per meno di duecento metri sopra l'omonimo valico, punto di passaggio
dell'Alta Via numero 1 e della via normale al Monte Cernera.
Ci troviamo nei pressi del frequentatissimo Passo Giau da cui lunghe
colonne di escursionisti partono sfilando sotto la sconosciuta cima
protagonista di questo racconto, senza probabilmente degnarla di uno
sguardo, per raggiungere l'incanto di Mondeval o più in là Forcella
Ambrizzola e il rifugio Palmieri, camminando sotto la muraglia dei
Lastoni di Formin. Più raramente qualcuno svolta a destra per salire al
Monte Cernera, unica via frequentata dell'omonimo piccolo gruppo
montuoso che ormai da quasi quindici anni è il territorio delle mie
esplorazioni.
Ed è proprio durante una di queste, effettuata ultimamente, che percorsi
una sottile cengia sulla parete ovest del Torrione. L'ardito percorso
andava a morire sulla parete del versante nord.
Quel giorno ebbi comunque modo di valutare parte della parete
occidentale, trovando una possibile, anche se non banale, via di salita
dalla cengia alla cima.
Mi spinsi anche un po' in basso per valutare i baratri sottostanti e mi
attirò l'idea di provare una salita di quella muraglia dopo aver già
raggiunto la sommità del Torrione da sud tramite quella che si può
definire via normale e poi da Ovest per un tratto (più in basso rispetto
al percorso che stavo ora valutando), proseguendo poi ad est nel finale,
lungo quella che battezzai con serietà "Via dei due versanti" che però
mi piace anche chiamare "Cose Perdute" per via di un paio di episodi in
cui persi gli occhiali e poi un cordino.


Mercoledì 16 ottobre mi sono portato a qualche centinaia di metri
dall'attacco della possibile nuova via per valutare bene la sua prima
parte con il binocolo. Anni fa mi ero portato all'attacco, senza
ambizioni di scalata, solo per esplorare un angolo che mi mancava. Avevo
anche guardato più su a dire il vero, convincendomi se mai ce ne fosse
stato bisogno che non era il caso di andare oltre. Ed anche stavolta,
dal mio punto di osservazione, l'impressione è stata negativa con la
testa che mi ha suggerito subito di desistere.
Non sono un arrampicatore provetto,
mi arrabatto sui gradi bassi
cercando però di passare in libera in luoghi o pareti anche molto
esposte, tanto che un amico scalatore, con cui ho condiviso un paio di
salite in zona, mi assicura che qualche suo collega sarebbe in
difficoltà su quei tipi di percorsi senza l'assicurazione della corda.



Guardando e riguardando al binocolo, tra molti dubbi, mi sono figurato
un percorso logico, l'unico che (forse) per le mie possibilità pareva
percorribile. Qualche decina di minuti dopo, seppur con dentro
sensazioni negative, ero all'attacco. Su fin sotto un piccolo tetto,
traverso a destra fino ad una fessura da seguire fedelmente, uscendone a
destra su terreno misto per poi raggiungere la cengia ovest, che avevo
perlustrato qualche giorno prima.
La valutazione al binocolo si era dimostrata perfetta!
Fin qui secondo grado superiore e difficoltà tutto sommato contenute.
Percorsa la cengia verso destra eccomi alla fessura terminale dove
occorre affrontare un iniziale buon tratto di terzo grado. Più in alto
vedremo. In effetti la partenza è problematica per la scarsità di
appigli affidabili e l'esposizione (oltre la cengia sottile su cui mi
trovo la parete precipita ed un volo è sconsigliato...).
Mi tiro su a fatica constatando che le difficoltà continuano anche
oltre.

Cerco ogni possibile aiuto tra le pieghe della roccia per proseguire e
ad un certo punto infilo un paio di dita nel muschio per progredire,
data la mancanza di altre possibilità.
Finalmente, pur in un contesto ancora difficile, la salita molla un po'.
In alto però, prima dell'uscita, trovo ancora un punto delicato e
preferisco uscire dalla fessura per passare sulla destra. Poi la parete
cede il passo ed un piano fortemente inclinato che mi porta sulla
sommità.
Sono fuori!

Non mi resta che raggiungere lungo la cresta il punto a perpendicolo
sulla Forcella di Col Piombin per godermi un particolare panorama verso
Passo Giau e la Val di Zonia.
Soddisfatto mi siedo un attimo prima di scendere per la "normale".
Penso a come chiamare il tracciato.
Prima mi viene in mente "Dubbio amletico" per via delle mie incertezze
sulla fattibilità dell'itinerario.
Ma poi mi dico che il dubbio è una costante di tutti i nuovi itinerari e
quindi no, non va bene.
Anche stavolta propendo per un nome ufficiale non egocentrico e poco
fantasioso, che descriva la localizzazione. "Torrione della Forcella
di Col Piombin per la parete ovest".

Ma poi opto per un secondo nome da usare personalmente, "I sogni son
desideri".
Mi farà piacere se qualcuno, passando in zona o salendo la via se lo
ricorderà.
Claudio Pra
I sogni son desideri
Torrione della Forcella di Col Piombin: via nuova per la parete ovest
Passo Giau, 16 ottobre 2024